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Montepaschi al centro del terzo polo bancario: il piano del governo

- di: Matteo Borrelli
 
Montepaschi al centro del terzo polo bancario: il piano del governo
La creazione di un terzo polo bancario in Italia, che coinvolga Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), si sta delineando come uno dei progetti più ambiziosi del governo Meloni. Al centro della strategia c'è la volontà di preservare l’italianità del sistema bancario e di garantire un futuro stabile per Mps, reduce da anni di difficoltà economiche.

Il ruolo cruciale di Mps
Monte dei Paschi di Siena (nella foto il Presidente Nicola Maione), storica banca italiana con profonde radici territoriali, è un pilastro del progetto del terzo polo. Dopo la ricapitalizzazione statale del 2017, che ha visto il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) diventare azionista di maggioranza con una quota superiore al 64%, la banca rappresenta una sfida e un’opportunità. Il piano del governo mira a trasformare Mps da un problema in un elemento chiave per il consolidamento del settore bancario italiano.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato: “Monte dei Paschi è un patrimonio italiano e vogliamo che giochi un ruolo centrale nella creazione di un sistema bancario forte e indipendente”. Il governo sta lavorando per evitare che Mps venga considerata unicamente come un’eredità del passato, ma piuttosto come una banca con un futuro promettente.

La posizione degli azionisti di riferimento

Gli azionisti di Mps, con il governo in testa, si trovano ora davanti a una scelta cruciale: supportare il progetto del terzo polo o esplorare altre opzioni di mercato. Molti analisti ritengono che il coinvolgimento di Banco Bpm possa rappresentare una svolta per Mps, integrandone le operazioni e rafforzandone la stabilità finanziaria.
Tuttavia, alcuni investitori privati restano scettici. “L’integrazione con Banco Bpm potrebbe essere positiva, ma bisogna considerare attentamente i costi e le sinergie reali che questa operazione può generare”, ha affermato un azionista di minoranza che ha preferito restare anonimo.

Il governo contro UniCredit
A complicare il quadro c’è l’Offerta Pubblica di Scambio (Ops) lanciata da UniCredit su Banco Bpm. Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, ha dichiarato: “La nostra proposta mira a creare un campione europeo, capace di competere a livello internazionale”. Tuttavia, il governo italiano vede l’Ops come una minaccia per l’italianità del settore bancario.
Non permetteremo che asset strategici come Banco Bpm finiscano sotto il controllo di operatori non allineati agli interessi nazionali”, ha affermato Giorgetti, aggiungendo che il governo è pronto ad attivare la golden share per bloccare l’operazione.

Le prospettive per Mps e Banco Bpm
L’integrazione tra Mps e Banco Bpm potrebbe dare vita a un gruppo bancario con solide basi territoriali e una significativa capacità di competere nel mercato europeo. Tuttavia, restano da risolvere alcune questioni fondamentali, come la gestione delle sofferenze bancarie di Mps e il futuro assetto di governance.
La sfida è complessa, ma Mps ha le potenzialità per tornare a essere un elemento centrale del sistema bancario italiano”, ha dichiarato un portavoce del Ministero dell’Economia.
Con il destino di Banco Bpm ancora incerto e il governo determinato a giocare un ruolo attivo, il futuro del sistema bancario italiano si presenta pieno di incognite. La partita tra UniCredit, Mps e Banco Bpm potrebbe ridefinire gli equilibri del settore finanziario nel Paese.

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