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Dieselgate, condannati quattro ex manager Volkswagen: pene severe per la truffa ambientale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Dieselgate, condannati quattro ex manager Volkswagen: pene severe per la truffa ambientale
A quasi dieci anni dallo scoppio del più clamoroso scandalo industriale europeo degli ultimi decenni, la giustizia tedesca ha emesso una sentenza storica: quattro ex manager della Volkswagen sono stati riconosciuti colpevoli di truffa nell’ambito del “dieselgate”, lo scandalo legato alla manipolazione dei test sulle emissioni. Il tribunale di Braunschweig ha previsto pene detentive di diversi anni per due degli imputati, ritenuti i principali responsabili del meccanismo fraudolento che ha alterato i dati ambientali di milioni di veicoli. Una decisione che chiude il primo grande ciclo giudiziario sul caso e rilancia il dibattito sulla responsabilità individuale nelle grandi imprese.

Dieselgate, condannati quattro ex manager Volkswagen: pene severe per la truffa ambientale

Il dieselgate ha avuto inizio nel 2015, quando l'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti (EPA) rivelò che Volkswagen aveva installato nei suoi motori diesel un software in grado di falsare i risultati dei test sulle emissioni. Il sistema rilevava quando il veicolo era in fase di prova e attivava un meccanismo per abbassare temporaneamente le emissioni di ossidi di azoto, rispettando artificialmente i limiti di legge. Nella guida su strada, invece, le emissioni risultavano fino a 40 volte superiori. Lo scandalo ha coinvolto 11 milioni di veicoli nel mondo e ha causato perdite economiche, danni reputazionali e crisi interne profonde per il colosso automobilistico tedesco.

Responsabilità individuali e vertici sotto accusa

La sentenza emessa oggi segna una svolta perché stabilisce in modo chiaro che non si è trattato di un errore tecnico o di una svista collettiva, ma di una truffa consapevole, pianificata ai vertici dell’azienda. I giudici hanno sottolineato la responsabilità diretta degli ex manager, che avrebbero “agito con piena coscienza della gravità degli atti”, pur di garantire il rispetto formale dei parametri ambientali e mantenere competitiva l’offerta commerciale del gruppo. Due degli imputati dovranno scontare pene detentive, mentre per gli altri due le misure saranno decise nei prossimi giorni. Il processo si è basato su una mole di prove documentali, testimonianze e analisi tecniche raccolte nel corso di anni.

Una sentenza che fa scuola nell’industria europea

La condanna degli ex dirigenti Volkswagen arriva in un momento delicato per l’industria automobilistica europea, impegnata nella transizione ecologica ma ancora scossa da scandali e pressioni di mercato. Il verdetto ha un valore simbolico e giuridico importante: stabilisce che anche nelle grandi multinazionali i vertici possono essere chiamati a rispondere personalmente degli illeciti ambientali. La giurisprudenza tedesca, con questa sentenza, rafforza l’idea di una responsabilità penale d’impresa basata su comportamenti concreti e non solo su logiche di sistema.

Volkswagen oggi: tra rilancio e memoria del passato

Negli anni successivi allo scandalo, Volkswagen ha cercato di rilanciare la propria immagine puntando sull’auto elettrica e sulla riconversione ecologica. Il gruppo ha investito miliardi in tecnologie pulite, costruendo una narrazione fondata sul cambiamento e sull’innovazione sostenibile. Tuttavia, il dieselgate continua a essere una ferita aperta: oltre ai procedimenti penali, l’azienda ha affrontato numerose cause civili e ha dovuto versare risarcimenti miliardari. La sentenza odierna non solo chiude un capitolo giudiziario, ma riafferma che la credibilità di un marchio globale si gioca anche – e soprattutto – nella trasparenza delle sue azioni passate.

Una lezione per l’Europa che cambia

Mentre la Commissione Europea accelera sulla definizione di nuovi standard ambientali, la condanna degli ex manager Volkswagen appare come un monito per tutto il settore industriale: i controlli si faranno più severi, e la responsabilità non potrà più essere diluita in catene di comando impersonali. Le imprese che intendono affrontare la transizione ecologica non potranno limitarsi a campagne pubblicitarie e investimenti di facciata, ma dovranno adottare criteri rigorosi di compliance e rendicontazione. Il dieselgate, si trasforma da scandalo industriale a caso-scuola, da evitare ma anche da studiare.
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