Petrolio: i Paesi Opec tagliano le forniture di 100.000 barili da ottobre

- di: Redazione
 
I Paesi produttori di petrolio, inclusa la Russia, hanno deciso oggi di tagliare le loro forniture all'economia globale di 100.000 barili al giorno, ponendo sostanzialmente la loro decisione come conseguenza del crollo del prezzo del greggio per i timori di recessione. La decisione dei ministri dell'Energia significa che il taglio di ottobre annulla l'aumento per lo più simbolico dello stesso ammontare previsto per settembre.

Petrolio: i Paesi Opec tagliano le forniture di 100 mila barili da ottobre

I produttori di petrolio come l'Arabia Saudita hanno resistito alle richieste del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di pompare più petrolio per abbassare i prezzi della benzina e l'onere per i consumatori. Ma le preoccupazioni per il crollo della domanda futura hanno contribuito a far scendere i prezzi dai picchi di giugno di oltre 120 dollari al barile. I ministri dell'Energia hanno affermato, in una dichiarazione congiunta, che l'aumento di settembre è limitato solo a quel mese e che il gruppo potrebbe incontrarsi di nuovo in qualsiasi momento per affrontare gli sviluppi del mercato.

Altri fattori sono in agguato che potrebbero influenzare il prezzo del petrolio. A cominciare dalle decisioni del Gruppo delle Sette maggiori democrazie (il G7) che potrebbero imporre un tetto massimo alle importazioni di petrolio russo, cosa che avrebbe effetti sul mercato.

Intanto, un accordo tra i Paesi occidentali e l'Iran, per limitare il programma nucleare di Teheran, potrebbe allentare le sanzioni e vedere più di un milione di barili di petrolio iraniano tornare sul mercato nei prossimi mesi. Però le recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran (Teheran ha sequestrato due droni navali statunitensi nel Mar Rosso e domenica aerei da guerra statunitensi, kuwaitiani e sauditi hanno sorvolato il Medio Oriente in una dimostrazione di forza) potrebbero far tornare l'incertezza.
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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