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Rapporto Omi: i mutui casa nel 2024 calano del 25%

- di: Barbara Bizzarri
 
Rapporto Omi: i mutui casa nel 2024 calano del 25%

Sono stati circa 330 mila gli atti di mutuo ipotecario stipulati nel 2023, per un totale di oltre 730 mila unità immobiliari, soprattutto case, e un capitale di debito vicino ai 90 miliardi di euro, circa il 4,2 per cento del Pil. Differenze sostanziali tra città e città si sono rilevate, stando al Rapporto Mutui 2024 stilato da Omi. Secondo l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate, rispetto al 2022 gli atti di mutuo hanno subito un calo rilevante, pur con differenze tra zona e zona. Ecco le principali evidenze del Rapporto Mutui Omi.

Rapporto Omi: i mutui casa nel 2024 calano del 25%

Nelle otto principali città italiane, sono stati erogati oltre 26 miliardi di euro attraverso mutui garantiti da immobili, con una crescita del 3,1% rispetto al 2022. Tuttavia, questo risultato positivo è dovuto esclusivamente alla città di Milano, che ha registrato un aumento del capitale finanziato di oltre il 25%, con 3 miliardi di euro in più rispetto all'anno precedente. Roma e Milano sono le città con il maggior numero di immobili ipotecati, rappresentando insieme oltre il 65% del totale tra le maggiori città, con un capitale complessivo di oltre 22 miliardi di euro.

Il confronto tra il 2023 e il 2022 evidenzia una diminuzione generalizzata del numero di atti di ipoteca nelle città esaminate, con un calo di poco superiore al 24%, un dato in linea con la riduzione nazionale (-24,7%) e quello registrato a Roma.

Nel 2023, in Italia sono stati stipulati e registrati circa 330 mila atti di mutuo ipotecario, coinvolgendo oltre 730 mila unità immobiliari, in gran parte abitazioni. Il capitale di debito "estratto" dal patrimonio immobiliare per l'anno ha raggiunto circa 90 miliardi di euro, pari al 4,2% del PIL italiano. Rispetto al 2022, quando il capitale di debito superava i 100 miliardi di euro, si è registrato un calo significativo nel 2023: quasi il 25% in meno di unità immobiliari ipotecate e una riduzione del 12% del capitale finanziato.

Analizzando le diverse tipologie, gli atti relativi a immobili non residenziali (ad esempio a destinazione terziaria, commerciale, produttiva, agricola o terreni), pur mostrando una diminuzione degli immobili ipotecati (-16,3%), hanno visto un aumento significativo del capitale di debito, con un incremento del 13% su base annua e un surplus di 4,6 miliardi rispetto al 2022.

Del capitale totale, circa 34 miliardi di euro (circa il 38% del totale) sono stati concessi per mutui garantiti dall’immobile acquistato, tipicamente quelli stipulati dalle famiglie per l’acquisto della casa. Questo dato è in forte diminuzione rispetto al 2022, quando tali mutui ammontavano a circa 48 miliardi di euro. Al contrario, oltre 40 miliardi di euro, ovvero il 45% del totale, sono stati destinati al finanziamento di altre attività economiche, con un aumento del 13,4% rispetto ai 36 miliardi di euro del 2022. I rimanenti 15 miliardi di euro circa sono stati destinati a impieghi misti.

Il calo dei mutui ipotecari, sia in termini di numero di immobili ipotecati che di capitale finanziato, si registra in tutte le aree geografiche italiane. Il Nord si conferma l'area con la quota più alta di mutui ipotecari, rappresentando circa il 60% del totale nazionale, sia per capitale finanziato sia per numero di immobili ipotecati. Per quanto riguarda il capitale destinato a finanziare attività economiche diverse dal settore immobiliare, le aree del Nord e del Centro mostrano la crescita più significativa, con aumenti rispettivamente del 18% e del 12% rispetto al 2022. Al Sud, l'incremento su base annua è più contenuto, attestandosi intorno al 9%.

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