Autostrade per l’Italia e Consorzio Elis lanciano il “Distretto Italia” per orientare, formare e creare lavoro

- di: Barbara Leone
 
In Italia il fabbisogno delle aziende in termini di professionalità si deve confrontare con un panorama di competenze spesso non rispondente alle esigenze imprenditoriali: situazione da cui derivano precariato e disoccupazione giovanile. Un cortocircuito che arriva fino al fenomeno estremo dei neet: persone tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Secondo i dati Istat erano nel 2021 il 23,1%. In pratica, ogni quattro giovani in Italia, uno ha rinunciato a costruirsi un futuro. È da questa situazione che aziende e università, riunite nel Consorzio Elis, vogliono ora ripartire insieme alle scuole per allacciare un dialogo con ragazze e ragazzi in età scolare e giovani adulti. Tre gli obiettivi della nuova rete di collaborazione “Distretto Italia”: orientare, formare, creare occupazione. Il progetto è stato presentato oggi, nel turno di presidenza del Consorzio affidato ad Autostrade per l’Italia, durante il Ceo Meeting che si è tenuto nella sede di Luiss Business School a Roma. L’iniziativa conta sulla partecipazione di oltre 100 aziende che, riunite nel Consorzio, collaborano stabilmente con Elis in programmi di formazione e avviamento al lavoro. Tra queste, i più grandi gruppi industriali che operano in Italia nei settori energia, trasporti e infrastrutture. Il progetto sarà inoltre aperto ad associazioni datoriali e sindacali.

ASPI e Consorzio Elis lanciano il “Distretto Italia” per orientare, formare e creare lavoro

“Le buone pratiche messe in campo dal tessuto imprenditoriale in tema di sviluppo delle competenze - ha spiegato Roberto Tomasi, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia - hanno, tra i loro molteplici effetti, quello di evidenziare le difficoltà che l’Italia ha nel generare a livello sistemico una capacità di visione e di indirizzo. Il fatto che molte tra le più grandi imprese del nostro Paese abbiano manifestato interesse per questo progetto - ha aggiunto - dimostra che c’è la volontà forte, da parte del privato, di dare il proprio contributo alla ricerca di soluzioni in grado di sopperire al fabbisogno di saperi che caratterizza questo tempo: proponendo azioni pragmatiche, innovative e ‘testate sul campo’. Soluzioni che potrebbero divenire, a tutti gli effetti, best practice da replicare a livello nazionale, itinerari possibili, laboratori a cielo aperto, utili per possibili future azioni di sistema”.

“Distretto Italia” potrà inoltre contare sull’esperienza accumulata negli ultimi dieci anni dal Consorzio Elis in diverse iniziative miranti a sviluppare il dialogo tra scuola e impresa con una rete di oltre 600 istituti medi e superiori attivi in tutta Italia e diversi atenei già impegnati in progetti consortili nell’ambito della formazione, come il nuovo Liceo quadriennale Tred partito quest’anno in 11 Regioni.

“Se vogliamo che i giovani si rimettano in gioco, dobbiamo creare percorsi di formazione e orientamento che li aiutino a scoprire interessi e capacità personali - ha sottolineato Pietro Cum, Amministratore Delegato dell’ente no profit di formazione Elis -. Per aiutarli a costruirsi un futuro bisogna poi offrire percorsi che formino realmente alle professioni che scelgono. Sono temi centrali del rapporto tra scuola e mondo del lavoro. Il valore di questo progetto sta nella volontà di affrontarli in una rete strutturata di collaborazioni, insieme alle grandi aziende del Paese, alle scuole e alle università. ‘Distretto Italia’ deve anche servire a riscoprire il valore delle professioni tecniche contro il pregiudizio molto diffuso, che un percorso di formazione abbia prospettive di valore solo se punta alla laurea. In realtà, abbiamo laureati che non svolgono la professione per cui hanno studiato e mancano invece tecnici per compiti indispensabili allo sviluppo del Paese”.

“Distretto Italia” punta su due linee di intervento. La prima è la “Scuola dei Mestieri”. Prevede che Elis raccolga entro l’anno i bisogni occupazionali delle singole aziende, per avviare all’inizio del 2023 i primi corsi e master post-diploma, da realizzare d’intesa con le aziende e in collaborazione con una rete di scuole su tutto il territorio nazionale. In particolare, con gli Istituti Tecnici Superiori (Its), scuole di alta specializzazione tecnologica nate proprio per favorire il conseguimento di competenze relative alle aree tecnologiche prioritarie per lo sviluppo economico del Paese. Parallelamente verrà sviluppata la linea d’intervento “Accompagnare alla scoperta dei talenti”. Risorse centrali saranno qui i docenti che ricoprono nelle scuole superiori l’incarico di referente orienta mento, in collaborazione con personale e istituti specializzati delle università italiane, alle quali il decreto 934 dello scorso agosto assegna il compito, nell’ambito del Pnrr, di realizzare corsi di orienta mento alle professioni rivolti a studenti iscritti agli ultimi 3 anni di scuola superiore.

“Il rapporto tra università e scuola è fondamentale nella definizione di percorsi di crescita e di impiego in un momento in cui l’Italia, grazie alle risorse del Pnrr, è chiamata a sviluppare progettualità incentrare sullo sviluppo - ha commentato Ferruccio Resta, Presidente Crui -. Il tema del lavoro è fondamentale per mettere in atto le riforme che il Paese si aspetta. Alla luce delle grandi sfide aperte dal digitale e dalla sostenibilità, che sono pilastri dei Piano, dai dati, dall'intelligenza artificiale, dalle biotecnologie, sono molti gli ambiti e gli sbocchi professionali verso i quali indirizzare i talenti. La formazione deve tornare a essere un ascensore sociale: perdere questi ragazzi per strada non è solo un torto alla loro intelligenza, ma un sacrificio collettivo. È un’occasione mancata per i territori e per le imprese. Il tema dell'orientamento, in particolare verso le materie tecniche, è determinante e non esclusivo: mai come ora il rapporto tra l’impresa e le istituzioni formative è una chiave di volta per l’intero sistema”.

Le attività di orientamento alla scelta degli studi e della futura professione saranno caratterizzati anche da una nuova organizzazione dei programmi di alternanza scuola-lavoro, che invece di portare i giovani all’interno di una singola azienda per sperimentare da vicino uno specifico contesto lavorativo, saranno organizzati per accompagnarli in un percorso all’interno di un intero settore industriale, permettendo loro di confrontarsi con le diverse professioni che lo caratterizzano e gli sviluppi più attuali, spesso legati alle nuove frontiere della transizione ecologica e digitale.
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