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Dopo ok Bce a Unicredit per salire in Commerzbank effetto valanga in UE?

- di: Matteo Borrelli
 
Dopo ok Bce a Unicredit per salire in Commerzbank effetto valanga in UE?

Con il via libera della Banca Centrale Europea (Bce) a salire al 29,9% di Commerzbank, Unicredit si avvicina a un’operazione epocale che potrebbe ridisegnare il panorama finanziario europeo. Ma la partita è ancora aperta: mentre il gruppo italiano valuta i prossimi passi, l’eventuale fusione potrebbe innescare un effetto domino di aggregazioni bancarie in tutto il continente, con ripercussioni su banche come Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e persino i colossi francesi e tedeschi.

(Foto: il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel)

La sfida di Unicredit: Commerzbank e oltre
L’approvazione della Bce è solo l’inizio di un percorso complesso. Unicredit dovrà affrontare il vaglio dell’Autorità Federale Tedesca della Concorrenza, che potrebbe richiedere fino a cinque mesi, e superare le resistenze politiche e sindacali. Friedrich Merz, cancelliere in pectore, ha già messo in guardia: “Una fusione con Commerzbank rischia di danneggiare le piccole e medie imprese tedesche, pilastro della nostra economia”.
Intanto, il management di Commerzbank, guidato dalla CEO Bettina Orlopp, sta lavorando per aumentare la redditività della banca, con un piano che ha già portato a un raddoppio del valore delle azioni negli ultimi sei mesi. Tuttavia, Unicredit mantiene un approccio cauto, valutando tutte le opzioni: dalla cessione della partecipazione a un’acquisizione completa.

L’altro fronte: l’Ops su Banco Bpm e l’Opa su Anima
Mentre la partita tedesca si prolunga, Unicredit accelera su un altro fronte: l’acquisizione di Banco Bpm. La Bce ha già dato il via libera all’offerta pubblica di scambio (Ops), e il 27 marzo il gruppo milanese chiederà l’approvazione dell’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale necessario all’operazione.
Nel frattempo, è in corso l’offerta pubblica di acquisto (Opa) su Anima Holding, che si concluderà il 4 aprile. Banco Bpm, che detiene già il 22% di Anima, potrebbe raggiungere una quota del 50% grazie agli impegni di adesione di Poste Italiane (11,7%), FSI (9,6%) e del management di Anima (1,5%). Se anche il gruppo Caltagirone confermerà il suo 5,2%, l’operazione sarà quasi certamente un successo.

L’effetto domino: cosa succederebbe in Europa
Se l’operazione Unicredit-Commerzbank andasse a segno, potrebbe scatenare una valanga di aggregazioni bancarie in tutta Europa. La fusione creerebbe un colosso con un patrimonio totale di oltre 1.500 miliardi di euro, diventando uno dei principali player del settore a livello continentale. Questo potrebbe spingere altre banche a cercare alleanze per competere in un mercato sempre più concentrato.
In Francia, ad esempio, Société Générale e Crédit Agricole potrebbero valutare una fusione per contrastare la crescita di Unicredit. In Spagna, Banco Santander e BBVA potrebbero accelerare i piani di integrazione. Anche in Italia, Intesa Sanpaolo potrebbe cercare nuove opportunità di espansione, magari guardando a banche più piccole o a operazioni transfrontaliere.

Le implicazioni per il sistema bancario europeo
Una fusione Unicredit-Commerzbank avrebbe implicazioni profonde per il sistema bancario europeo. Innanzitutto, creerebbe una banca con una forte presenza sia nell’Europa meridionale che in quella centrale, in grado di competere con i giganti francesi e tedeschi. In secondo luogo, potrebbe accelerare il processo di integrazione finanziaria europea, riducendo le frammentazioni nazionali e creando un mercato più omogeneo.
Tuttavia, non mancherebbero le sfide. Le differenze culturali e operative tra Unicredit e Commerzbank potrebbero rendere complessa l’integrazione. Inoltre, le autorità di vigilanza europee dovranno vigilare affinché l’operazione non crei squilibri nel sistema finanziario.

Le dichiarazioni chiave
Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, ha dichiarato il 12 marzo: “La nostra priorità è creare valore per gli azionisti, sia attraverso investimenti strategici che attraverso operazioni di consolidamento. Stiamo valutando tutte le opzioni con attenzione e prudenza”.
Friedrich Merz, cancelliere in pectore della Germania, ha invece espresso scetticismo: “Una fusione tra Unicredit e Commerzbank rischia di destabilizzare un pilastro fondamentale dell’economia tedesca, ovvero il sistema delle piccole e medie imprese”.

La partita terrà banco nei prossimi mesi
La partita Unicredit-Commerzbank è destinata a tenere banco nei prossimi mesi, con implicazioni che vanno ben oltre i confini nazionali. Se l’operazione andrà in porto, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il sistema bancario europeo, caratterizzata da maggiore integrazione e competizione. Tuttavia, il percorso è ancora lungo e irto di incertezze, con molte variabili politiche, economiche e sociali da considerare.


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