Rapporto Censis-Assogestioni: "Green e responsabili, gli investimenti finanziari che piacciono agli italiani"

- di: Giuseppe Castellini
 
L’ora del green: gli italiani pronti a metterci il risparmio. È, in estrema sintesi, il risultato dal dettagliatissimo Rapporto "Gli italiani e la finanza sostenibile, per andare oltre la pandemia", realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, l’Associazione italiana del risparmio gestito.

Il Rapporto afferma che "il 63,4% degli italiani (il 68,4% tra i giovani, il 71,9% tra i laureati) conosce gli strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance) basati su criteri di investimento responsabile. E il 52,5% sarebbe interessato a metterci soldi (il 72,1% tra i giovani, il 67,2% tra le persone benestanti, il 66,6% tra i laureati). Nelle scelte di investimento l’opzione green piace: per il 63,9% degli italiani gli investimenti Esg rappresentano una opportunità per investire bene e dare prova dei valori nei quali si crede".

Anche per i consulenti finanziari gli investimenti responsabili attirano più di prima: "Secondo l’82,4% - informa il Rapporto - la clientela è molto o abbastanza interessata ai prodotti Esg, il 76,9% nota una maggiore attenzione rispetto al periodo pre Covid-19 e il 68,3% li propone con più frequenza".
Ma il green deve essere autentico e verificato.

Rapporto Censis-Assogestioni: "Gli investimenti green e responsabili sono approvati dagli italiani"

Gli italiani temono però il ‘green washing’, ossia l’ecologismo di facciata, che indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.
Per l’84,6% degli italiani, informa infatti il Rapporto, servono regole condivise a livello europeo e strumenti come l’adozione di marchi - ad esempio un bollino - con cui gli investitori possano identificare i prodotti finanziari green. L’80,8% (l’84,7% tra i benestanti, l’82,7% tra i laureati) introdurrebbe penalizzazioni per le aziende o i fondi di investimento che non rispettano le finalità ambientali e sociali indicate, dando anche la possibilità agli investitori di recedere subito dall’investimento.

Anche per i consulenti finanziari occorre uno scatto in avanti in termini di autenticità e verificabilità. Creando a livello europeo un sistema di regole chiare con cui identificare i prodotti Esg (49,6%), attivando parametri (indici, dati…) con cui misurare il rispetto delle finalità ambientali, sociali e di governance da parte dei destinatari dei fondi (42,9%), aumentando la trasparenza nelle informazioni e nei regolamenti (26,9%).
Tanta la liquidità su cui l’Italia può contare per gli investimenti finanziari green.

"Per virare verso gli investimenti responsabili" – osserva il Rapporto - "le risorse non mancano. Nel primo trimestre del 2021 il portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie è arrivato a quasi 4mila 900 miliardi di euro, con un aumento del 10,9% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello stesso periodo la liquidità delle famiglie è aumentata di 85,5 miliardi di euro (+5,7%), toccando la cifra record di 1.600 miliardi".

Come ampliare la diffusione dei prodotti Esg tra gli investitori. Le proposte dei cittadini e dei consulenti finanziari
Sempre dal Rapporto emerge che l’81,2% degli italiani (l’85,1% tra i benestanti, l’85,3% tra i laureati) è favorevole all’introduzione di agevolazioni e incentivi. Per il 72,5% è strategico il ruolo della consulenza finanziaria nel promuovere gli investimenti Esg (il dato sale all’84,8% tra i benestanti e al 76,9% tra i laureati). Per il 75,7% dei consulenti finanziari serve una formazione ad hoc sugli investimenti Esg per presentarli al meglio alla clientela.
Il Magazine
Italia Informa - N°4 Luglio-Agosto 2021
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