Inflazione: gli Stati Uniti tirano il fiato, ma c'è poco da festeggiare

- di: Redazione
 
L'inflazione negli Stati Uniti è rallentata in aprile, dopo sette mesi di continui aumenti. Un segnale che forse - ma il condizionale è d'obbligo - potrebbe significare che il picco è stato raggiunto, anche se le famiglie americane dovranno aspettare per accorgersene.
In aprile i prezzi al consumo sono aumentati dell'8,3% rispetto a dodici mesi prima, secondo le rilevazioni del Dipartimento del lavoro. Un dato al di sotto dell'aumento dell'8,5% anno su anno registrato a marzo e che, in base alle serie storiche, che era il più alto dal 1981.

Cala l'inflazione negli Stati Uniti

Ma il rapporto del Dipartimento contiene alcuni elementi che non fanno escludere che l'inflazione possa essere più radicata. Escludendo le categorie volatili di cibo ed energia, i cosiddetti ''prezzi core'' hanno registrato un aumento dello 0,6% da marzo ad aprile, il doppio dell'aumento del periodo febbraio-marzo. A spingere in alto i prezzi sono stati l'aumento dei prezzi di biglietti aerei, camere d'albergo e auto nuove. Altri aumenti molto consistenti sono stati registrati nei costi di locazione.

Analizzando i prezzi per singoli comparti, quelli dei generi alimentari sono aumentati del 10,8% (il balzo più ampio dal 1980). Emblematico il costo del carburante. Se in aprile quello di un gallone di benzina (equivalente a 3,785 litri) è sceso del 6,1%, rispetto ad un anno fa il costo è schizzato di quasi il 44% (in maggio il prezzo è comunque tornato a salire).

L'inflazione, quindi, si sta dimostrando un grande problema politico per il presidente Biden e i Democratici del Congresso in vista delle elezioni di medio termine. I Repubblicani, da parte loro, affermano che il pacchetto di sostegno finanziario da 1,9 trilioni di dollari varato in marzo dall'Amministrazione abbia ''surriscaldato'' l'economia.
Biden ieri ha ribadito che la sua Amministrazione si impegnerà ad alleviare gli aumenti dei prezzi riducendo il deficit di bilancio del governo e favorendo la concorrenza in comparti, come il confezionamento della carne, che sono dominati da alcuni giganti del settore.

L'inaspettata persistenza di un'inflazione elevata ha indotto la Federal Reserve a intraprendere quella che potrebbe diventare la sua serie di aumenti dei tassi di interesse più rapidi in 33 anni. La scorsa settimana, la Fed ha alzato di mezzo punto il suo tasso di riferimento a breve termine, il suo aumento più forte in due decenni. E Powell ha segnalato che stanno arrivando altri forti aumenti dei tassi.

Intanto, secondo alcune rilevazioni, i salari degli americani stanno aumentando al ritmo più veloce degli ultimi 20 anni, consentendo di tenere il passo almeno in parte con prezzi più elevati. Ma i datori di lavoro, in genere, per rispondere alla corresponsione di salari più alti, addebitano i costi ai clienti, aumentando le pressioni inflazionistiche.
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Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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