Siamo vittime del vaccino: proteste davanti alla sede RAI di Roma. Intervista a Ciro Silvestri, Segretario FISI

- di: Barbara Bizzarri
 
Oggi, alla vigilia della decisione della Corte Costituzionale in merito all’obbligo vaccinale, una delegazione di rappresentanti delle vittime di reazioni avverse da vaccino ha manifestato davanti alla sede Rai di Viale Mazzini perché sia data voce anche a chi combatte non soltanto gli effetti negativi del farmaco, ma deve anche misurarsi con un muro di indifferenza, silenzi e omissioni. Portavoce della protesta è Ciro Silvestri, Segretario FISI: “Ho animato questa iniziativa assieme ad altre organizzazioni: rappresento il sindacato FISI, e con noi c’è ‘Riuniti per la Rinascita’, un gruppo di liberi cittadini che ha promosso una petizione popolare rivolta al Parlamento italiano su alcuni temi fondamentali, come l’inviolabilità del corpo umano, la cessione dei diritti sul corpo umano a organismi sovranazionali come l’OMS, le discriminazioni sui luoghi di lavoro e altri argomenti prioritari in questi due anni e mezzo che hanno riguardato il nostro Paese. Assieme a loro oggi siamo venuti a Roma per consegnare queste firme al Parlamento: presumiamo che in una ventina di giorni saremo ricevuti da una Commissione, individuata da un funzionario della Camera, per argomentare le ragioni della nostra protesta. Abbiamo approfittato della vigilia della decisione della Corte Costituzionale anche per venire a manifestare alla Rai e per chiedere alla Rai di indagare sulle ragioni delle reazioni avverse. Con noi ci sono diversi cittadini sottoposti alla vaccinazione, che purtroppo oggi sono sulla sedia a rotelle e abbiamo portato evidenza di centinaia di deceduti a seguito del vaccino. Quindi siamo venuti qui a chiedere al servizio pubblico di dare voce a chi non ha avuto possibilità di essere qui con noi a protestare”. 

Non esiste qualcuno che si possa far portavoce del problema, quindi

Non solo non c’è qualcuno che si possa far portavoce. Nonostante sia acclarato che non si tratta di una campagna vaccinale di massa, ma bensì di una sperimentazione di massa, quindi di una campagna farmacologica, non è stato attivato un servizio di farmacovigilanza attiva. Quindi, per i tanti cittadini che purtroppo stanno ricevendo delle reazioni avverse, sarà complicatissimo far riconoscere il nesso di casualità con il vaccino. Per tantissimi è evidente che questo problema è legato alla vaccinazione, ma la tragedia è che sono abbandonati perché non si conoscono ancora cure certe per le reazioni avverse. 

È chiaro, perché non c’è una casistica a cui fare riferimento

Esatto. Se non iniziamo a dare voce a queste persone, impediamo anche la possibilità di tutela per quelli che resteranno vittime di queste reazioni avverse. Quindi, è necessario accendere un focus su questa situazione e dare voce a queste persone: più che a quelle che ancora, nonostante la sofferenza della sedia a rotelle, sono con noi a protestare, è dovuto a quei tanti che avrebbero preferito stare con noi a protestare e che invece non ci sono più.

Chi subisce una reazione avversa, cosa deve affrontare?

Innanzitutto, deve affrontare un sistema sanitario che non riconosce la connessione con il vaccino. Trovano diecimila scusanti oppure, cosa ancora più grave, lo ammettono sul piano verbale ma nessuno si prende la briga di certificarlo perché non vogliono incorrere nelle ritorsioni degli ordini professionali. È questo che succede e dunque, per queste persone, non solo è impedita la possibilità di fare chiarezza su quanto è accaduto loro ma, cosa ancor più triste, gli viene negata la prestazione sanitaria per le cure perché non esistono, e di conseguenza vengono rigettati dal SSN, dagli ospedali, dalle cliniche, da tutti quelli che sarebbero i servizi di cura e prevenzione che al riguardo non sono attivi. Perciò stanno sostenendo anche dei costi assurdi per tentare delle cure, perché poi non esistono cure sperimentate e certe che possano essere ritenute efficaci. 

Il costo delle cure dunque è a carico del singolo?

Oggi c’è stata la testimonianza di un ragazzo, Andrea, che ha detto che non solo dopo il vaccino è rimasto sulla sedia a rotelle e oramai sono passati diversi mesi, ma per avere un primo approccio alle cure necessarie ha dovuto sostenere un costo di diecimila euro, si è dovuto indebitare facendo ricorso a un finanziamento e intanto ha perso anche il lavoro, perché l’azienda per cui lavorava, avendo riscontrato la sopravvenuta inabilità, lo ha licenziato.

Qual è l’iter da seguire in presenza di una reazione avversa?

La prima cosa è farsi riconoscere la reazione avversa come effetto del vaccino, ma si trovano resistenze enormi sia da parte delle ASL che dagli stessi medici legali, che hanno difficoltà perché magari, per un atto di deferenza nei confronti degli ordini professionali, preferiscono non riconoscere il danno e respingono la richiesta di questi cittadini, anche se con gentilezza. Tuttavia, è grave che siano respinti dalle cure che dovrebbero essere assicurate perché, al di là del riconoscimento di eventuali responsabilità, è necessario fare dei tentativi, in questo caso magari anche cure sperimentali, per cercare di riabilitare queste persone. Qui abbiamo persone giovani, di quaranta, cinquant’anni, che sono oramai inabili all’attività lavorativa perché sulla sedia a rotelle, per esempio, oppure riconosciuti con patologie gravi dal punto di vista cardiaco e impossibilitati a garantire sostegno a se stessi e alle loro famiglie. 

Che risultati ha ottenuto la vostra protesta, finora?

Il muro di gomma è talmente evidente che davanti alla Rai, nonostante sia un servizio pubblico mantenuto dagli italiani, non ci si è degnati neanche di mandare un proprio funzionario ad ascoltare le ragioni delle centinaia di persone che sono venute a manifestare. Stessa cosa si è ripetuta stamattina al Parlamento, dove nessun parlamentare ha accolto una petizione di oltre quarantamilacinquecento firme. Come spiegato stamattina al funzionario, non sono semplicemente firme, ma migliaia di cittadini che hanno provato sulla propria pelle, sul loro corpo e nel loro spirito tutta la sofferenza della discriminazione, delle sospensioni e dei licenziamenti, oltre ai danni per la salute. Il fatto che un intero Parlamento non si prenda la briga di accogliere un’istanza così forte che viene dal popolo italiano è veramente disdicevole per una istituzione democratica quale dovrebbe essere.

Quindi, una volta fatto il vaccino, in caso di reazioni avverse si è abbandonati a se stessi?

Sì. La drammaticità di questa vicenda è che tutta la parte negativa, sia della sperimentazione che dei cambiamenti del diritto, è stata tutta scaricata sulla popolazione. Le istituzioni si sono deresponsabilizzate da qualsiasi cosa, per loro era soltanto necessario introdurre una serie di elementi, anche discutibili, perché si è fatto un obbligo non obbligo. Hanno istituito l’obbligo vaccinale, lasciandosi la riserva del consenso informato, da cui risulta che il cittadino si sottoponeva al vaccino liberamente. Quindi, un doppio inganno, perché se c’è un obbligo non si deve sottoscrivere nulla, e il nesso di casualità sarebbe stato riconosciuto. Queste persone avranno grande difficoltà perché risulta che si sono recate presso i centri vaccinali a vaccinarsi di propria volontà, cosa che sappiamo tutti quanti non essere vera. Molti lo hanno fatto per poter conservare il posto di lavoro, non perché fossero convinti di doverlo fare. 

Da un punto di vista legale, quindi, in caso di danni cosa si può fare dopo aver firmato il consenso informato?

Purtroppo anche la magistratura, in questa fase ancora troppo recente legata agli obblighi determinati dal governo, ha avuto difficoltà ad operare in tutta autonomia, e quindi si è omologata alla narrazione politica della vicenda. Ovviamente, sarà molto più semplice fra qualche tempo, e speriamo in qualche magistrato coraggioso, che faccia veramente chiarezza su come è andata questa situazione. Ad oggi, quello che possiamo dire è che anche la magistratura ha deluso le aspettative di milioni di italiani. Quello che stiamo cercando di far capire, da mesi, da anni, è che abbiamo avuto un Paese che attraverso la propria Costituzione è stato un esempio di civiltà per decenni finché, con una serie di accorgimenti, la nostra Costituzione è stata privata degli elementi di garanzia del popolo, che non è stato più inteso come sovrano, ma come suddito. Purtroppo, gli effetti li stiamo vedendo tutti e siamo preoccupati, perché l’intera classe politica in generale, come anche quella dei sindacati tradizionali, sono completamente insensibili a questo grande richiamo di libertà e di verità che viene da parte del Paese. Questa è la tristezza maggiore che dobbiamo registrare. Si continua ad andare incontro agli interessi delle multinazionali, dimenticandosi che nelle istituzioni si va per rappresentare il popolo, e non le multinazionali.

Cosa farete in futuro per questa battaglia?

Stasera animeremo una veglia qui a Roma in attesa del giudizio della Corte Costituzionale che avverrà domani sull’obbligo vaccinale. In contemporanea, in cinquecento città italiane ci sarà la stessa veglia per ispirare il giudizio di verità e coscienza della Corte. Tra qualche settimana, quando la petizione sarà accolta dalla Commissione competente, ci incontreremo con il presidente della Commissione stessa per argomentarne le ragioni. Nell’immediato i passi sono questi, ma intanto quello che posso dire, a nome di milioni di cittadini, è che la nostra lotta non finirà finché non ristabiliremo la verità per recuperare la nostra libertà, e la libertà di tutti gli italiani. 
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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2022
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