ECCIA: il turismo europeo di alta gamma può crescere da 170 miliardi a 520 miliardi di euro

- di: Barbara Leone
 
Il turismo di alta gamma, o turismo di lusso, genera il 22% del fatturato turistico europeo. Ma soprattutto produce uno straordinario effetto moltiplicatore, dal momento che la spesa giornaliera di un turista alto spendente è di otto volte superiore rispetto a quella del turista medio. Che vuol dire, ad esempio, che le strutture ricettive occupano il doppio dei dipendenti rispetto alla media. Ed ancora che la spesa riguardante cultura, intrattenimento e shopping viene incrementata fino al 33%. E con essa si incrementano dunque tutti gli anelli della catena di valore. Non solo. Il comparto ha un potenziale di crescita fino a 520 miliardi di euro, raggiungibile puntando su sostenibilità, natura, infrastrutture, politiche dei visti e formazione. E’ quanto emerge dallo studio ECCIA HIGH-END TOURISM presentato oggi da Matteo Lunelli, che dallo scorso gennaio è il nuovo presidente di ECCIA, l’organismo che riunisce sei associazioni dell’alto di gamma europeo. Questi importanti dati fanno parte delle rilevazioni del primo ECCIA HIGH-END TOURISM STUDY condotto da Bain & Company, in collaborazione con Forwardkeys, società di riferimento nell’analisi dei trend di viaggio, basati sui voli internazionali, Global Blue, società leader per il servizio Tax Free Shopping, e Virtuoso, il primo network globale di operatori turistici specializzati in luxury travel & experience.

“L’Europa - ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma e nuovo Presidente di ECCIA - è la prima destinazione turistica al mondo e il turismo è un comparto strategico per l’economia europea, ma esiste un grande potenziale ancora inespresso nel segmento di alta gamma: pur rappresentando solo il 2% delle imprese di soggiorno, la fascia alta vale circa €130-170 miliardi e genera il 22% della spesa turistica complessiva, grazie a un forte effetto moltiplicatore. Il viaggiatore di alta gamma - ha aggiunto Lunelli - spende 8 volte più della media e produce notevoli impatti indiretti sul territorio: un piano per lo sviluppo del turismo di alta gamma in Europa potrebbe portare a una crescita del valore del settore fino a €520 miliardi. Lo studio ECCIA fotografa questi dati e indica alcune possibili leve di sviluppo: la creazione di una proposta turistica sostenibile e naturalistica, il miglioramento delle infrastrutture di mobilità di alta gamma, la semplificazione della politica di rilascio dei visti e un sistema formativo focalizzato sull’ospitalità d’eccellenza”. Riconosciuto fin dal 2012 dalla Commissione Europea come industria culturale e creativa, l’alto di gamma è un rilevante comparto per l’Europa. Ne rappresenta un elemento identitario, per il legame con la tradizione culturale, artigianale e manifatturiera, e ne è un importante motore economico e sociale, come sottolineato anche da Claudia D’Arpizio, Global Head of Fashion & Luxury, e Fabio Colacchio, Partner di Bain & Company: “Il turismo alto di gamma - hanno detto - è una risorsa per tutti i Paesi europei. In quelli più grandi, come Italia, Regno Unito, Francia e Spagna, questo segmento vale fino a 20-30 miliardi di euro. Per altri, come la Grecia, arriva a pesare più del 7% del Pil. Inoltre, un viaggiatore sempre più curioso e attento alla sostenibilità, dimostra interesse per nuove destinazioni, sia nei Paesi più conosciuti, che in mete emergenti come la Croazia, la Slovenia, il Portogallo e i Paesi nordici. Un’eccellenza mondiale da proteggere e sviluppare per il bene di tutti, che dopo il crollo dovuto al Covid (oltre 70 miliardi di euro legati ai soli viaggiatori internazionali) mostra forti segnali di ripartenza”. 

Basti pensare che i brand europei di alta gamma, che detengono il 72% del mercato del lusso mondiale, rappresentano il 10% del valore dell’export totale e generano il 4% del Pil europeo con circa €800 miliardi di fatturato complessivo. La Presidenza di ECCIA, a rotazione tra i diversi Paesi membri, per il 2022 è in capo ad Altagamma con il Presidente Matteo Lunelli. Tra le priorità strategiche vi sono la sostenibilità, la valorizzazione delle competenze manifatturiere e una prima riflessione sul valore e sull’impatto del turismo di fascia alta sull'economia europea. Partendo dal dato iniziale secondo sui i  cinque maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito) generano circa il 75% del valore del turismo di fascia alta, lo studio ne evidenza i macro-dati relativi al valore del segmento alto di gamma rispetto al valore totale del turismo. E così abbiamo la Francia, il cui  segmento vale circa €22-27mld (totale turismo di €85-100mld). La Germania, il cui segmento vale circa €5-10mld (totale turismo di €65-85mld). L’Italia, il cui segmento vale circa €25mld (totale turismo di €80-100mld). La Spagna, il cui  segmento vale circa €20-25mld (totale turismo di €75-95mld). E il Regno Unito, ove il segmento vale circa €30-35mld (totale turismo di €80-100mld). Oltre a questi Paesi alcuni di minore grandezza presentano tuttavia un turismo di alta gamma sviluppato: tra questi la Svizzera con circa €5-10mld, la Grecia con circa €10mld, il Portogallo con circa €4-6mld. Il resto d’Europa pesa circa €9mld. 

Da considerare che l’impatto positivo del turismo di alta gamma non si limita agli effetti economici diretti, né a quelli indiretti (creazione di occupazione, innalzamento della percezione dell’offerta turistica complessiva, attrazione degli investimenti), ma include anche benefici intangibili, “soft spillovers” che costituiscono elementi di grande rilievo: le destinazioni turistiche di fascia alta, grazie al cosiddetto halo effect, migliorano il percepito anche delle altre destinazioni di un Paese la presenza di strutture ricettive di alta gamma favorisce altre attività e servizi che beneficiano del valore generato dai consumatori alto-spendenti richiamati nella zona gli stessi elementi dell’offerta turistica che attraggono i consumatori di fascia alta sono tra gli asset più importanti di un Paese, che da questo turismo ricevono impulso e risorse per il mantenimento e il miglioramento: questo vale per i siti di interesse più prestigiosi (naturali, storici, architettonici), per le infrastrutture e i servizi (aeroporti privati, marine, treni ad alta velocità, ecc), per i musei, le gallerie d’arte e il calendario di eventi che contraddistinguono una destinazione, per  gli stessi negozi monomarca delle imprese di alta gamma, nelle Vie del Lusso o negli Shopping Village, arrivando fino alle visite alle aziende eccellenti (showroom, musei d’impresa, atelier, cantine) che indirettamente promuovono la tutela e lo sviluppo delle competenze professionali e manifatturiere alla base delle migliori industrie nazionali infine, le esperienze dei turisti di fascia alta e la comunicazione delle aziende del turismo high-end e dell’indotto contribuiscono a veicolare l’identità e i valori dei paesi europei, e alla diffusione del loro Soft Power. 

Nel 2020, a causa dei mancati arrivi internazionali, anche il segmento più alto dell’industria turistica europea ha registrato una perdita di valore stimabile intorno ai €65-75 miliardi.  La stima di ECCIA è che, attraverso il potenziamento di alcune leve strategiche volte ad attrarre turisti oggi diretti verso altre destinazioni, il turismo di fascia alta può accrescere di 2-3 volte il proprio valore attuale, fino a 520 miliardi di euro di valore diretto.  ECCIA identifica 5 traiettorie di base per cogliere il pieno potenziale del settore: investire sul turismo sostenibile con un’offerta in linea con la green economy e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU. Sviluppare il turismo naturalistico, colmando il gap rispetto ad altri Paesi e promuovendo destinazioni oggi considerate secondarie. Investire su infrastrutture legate alla mobilità per i viaggiatori di alta gamma. Armonizzare e facilitare le politiche di rilascio dei visti. Creare e promuovere un sistema della formazione dell’ospitalità e del turismo focalizzato sull’alto di gamma.
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