Sostenibilità, Birol: "L'Italia punti su idrogeno, una rete elettrica moderna, decarbonizzazione ed efficienza energetica"

- di: Daniele Minuti
 
Fatih Birol, direttore esecutivo dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), ha parlato in una lunga intervista a Repubblica in vista dell'incontro in programma a Napoli con i membri del G20 Clima, Ambiente ed Energia fra giovedì e venerdì, a cui parteciperanno vari ministri dell’Ambiente e dell’inviato speciale statunitensi John Kerry.

Il direttore illustrerà l’ultimo rapporto della Iea e il neonato Sustainable Recovery Traker, con l'obiettivo di sferzare i Governi ad accelerare sulla transizione energetica: "A loro dirò che andando avanti così, non riusciremo a centrare gli obiettivi posti per bloccare la crisi climatica: sui Recovery Plan confluiscono molti soldi ma non abbastanza viene usato per la transizione energetica. Per questo vogliamo tracciare le attività dei Governi che hanno avuto a disposizione pacchetti per la ripresa post-Covid. E dopo tanti annunci abbiamo notato che sono stati mobilitati 16.000 miliardi di dollari in tutto il mondo ma che solo il 2% è stato usato per le energie pulite". 

Questo sfasamento mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi, secondo Birol: "I nostri dati mostrano che nel 2022 si tornerà ai livelli di emissioni pre pandemia, mentre nel 2023 supereremo il record del 2018: c'è bisogno del triplo degli investimenti per la transizione energetica e di aiutare i Paesi emergenti. Il nostro rapporto sarà trimestrale e starà poi ai Governi e ai cittadini giudicare i risultati".

Ma cosa può fare l'Italia? "Deve puntare sull'idrogeno, sull'ammodernamento della rete elettrica, sulla produzione di energia indipendente dal carbonio e una crescita dell'efficienza energetica. Preoccupazione per l'aumento dei costi per famiglie e imprese? Non è così, i costi potrebbero essere anche più bassi, inoltre l'efficientamento energetico ridurrà di molto gli sprechi aumentando i risparmi".

Birol chiude parlando dell'emergenza climatica: "Molti paesi hanno stanziato fondi nei Recovery Plan per misure di resilienza climatica: noi ci occupiamo di energia e invitiamo i Governi a mettere al sicuro le reti elettriche ma la vera prevenzione sta nella decarbonizzazione diffusa in Paesi sia ricchi che in via di sviluppo. Per questo è importante stimolare gli investimenti di energia pulita ovunque, altrimenti ciò che stiamo facendo in Europa e Stati Uniti non basterà".
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