Smart working: Milano si svuota per colpa del Covid-19

 
Uno degli effetti che le misure impiegate dal Governo per combattere i contagi da Coronavirus ha portato sin da subito è l'impennata dell'uso da parte delle aziende dello strumento dello smart working, quasi un obbligo per chiunque avesse la possibilità di lavorare da remoto in modo da non accalcarsi negli uffici.

Nonostante il lockdown sia terminato, sono ancora molte le imprese che permettono ai dipendenti di operare da remoto, cosa che sta creando grossi cambiamenti a livello logistico in particolare al nord. Ed è questo l'argomento dell'approfondimento fatto da Alessandra Magliaro dell'Ansa.

Una delle conseguenze socioeconomiche dello smart working è stato il trasferimento di massa dei lavoratori dal settentrione al meridione con l'apertura della fase 3: in questo modo i dipendenti sono potuti tornare nelle regioni natali lasciando le città in cui avevano residenza solo per motivi lavorativi.

Questo ha lasciato città letteralmente deserte, come Milano che, complici le vacanze estive, è praticamente vuota in questo agosto. Se agli effetti di quello che viene definito "south working" aggiungiamo anche la fuga degli studenti universitari fuori sede che potranno continuare a svolgere esami a distanza, luoghi come il capoluogo lombardo sembrano quasi città fantasma.

Il dubbio è se questo durerà, non solamente per il puro e semplice "look" cittadino ma anche per motivazioni economiche: svuotare le città porta a ripercussioni gravi per le attività presenti come bar, ristoranti, palestre, negozi e soprattutto appartamenti i cui affitti sono stati disdetti da lavoratori o studenti che se ne sono andati.

Carlo Squeri, il segretario generale di Epam-Confcommercio, ha parlato della situazione legata a Milano: "Per ora è complicato stimare una perdita media per la città, in centro alcuni locali hanno perso il 75% del fatturato con la situazione peggiore legata alle attività diurne che perdono clienti vista la chiusura degli uffici. A Milano circolavano circa 3 milioni di persone al giorno, il doppio dei cittadini, ora non ci sono turisti, uomini d'affari e studenti. Quest'assenza colpisce tutti i settori, dalla ristorazione a chi affitta appartamenti".

Impossibile dire se e quando ci sarà un ritorno alla normalità (che sarà per forza graduale) ma la tendenza delle aziende a concedere il lavoro da remoto ai suoi dipendenti dovrebbe perdurare anche oltre la pandemia. E questo potrebbe portare a vivere le grandi città in maniera diversa, forse anche a riorganizzarle totalmente.
Il Magazine
Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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