Altroconsumo, il carovita flagella le famiglie: tagli, rinunce e prestiti per far fronte all'inflazione

- di: Barbara Bizzarri
 
La “permacrisi”, come è stata già ribattezzata un’inflazione strutturale come non si vedeva da trent’anni, fa sfracelli dei cittadini, aumentando le disuguaglianze e costringendoli a intaccare i risparmi. Una situazione difficile che colpisce tutte le famiglie, in particolare quelle meno abbienti: più il reddito è basso, maggiore è il peso delle uscite nel budget famigliare. Gli italiani si vedono costretti a tagliare una parte dei consumi o a ricorrere a prestiti: uno su tre è in una situazione economica difficile; il 42% ha difficoltà a pagare le bollette, il 37% è stato costretto ad attingere ai risparmi accumulati; il 59% ha rinunciato a un viaggio di piacere; il 33% ha dovuto risparmiare sulle cure medicheil 20% compra meno cibo. Nel 56% dei casi i cambiamenti di stile di vita causati dall’aumento dei prezzi hanno avuto un impatto negativo sul benessere psicologico delle persone. È quanto emerge da una ricerca di Altroconsumo, realizzata tra il 16 e il 21 dicembre tramite un questionario online a cui ha risposto un campione di 1.323 italiani di età compresa tra 25 e 74 anni. Il campione è distribuito come la popolazione generale per quanto riguarda sesso, età, livello d’istruzione ed area geografica.

Altroconsumo, il carovita flagella le famiglie

L’aumento sostanzioso e generalizzato dei prezzi dipende principalmente dall’incremento del costo dell’energia e delle materie prime come conseguenza del protrarsi della guerra in Ucraina e la tensione fra tutti i Paesi coinvolti. In poche parole lo “stato di salute” del mondo impatta direttamente sulla vita delle persone. Se il caro-bollette è la voce più citata, nella morsa inflazionistica non vanno dimenticati l’impennata del prezzo del carburante e gli aumenti sui prodotti alimentariPer un italiano su due la situazione economica rispetto a un anno fa è decisamente peggiorata. Per comprendere meglio questa spirale negativa basta dare un’occhiata alla capacità di risparmio delle famiglie: rispetto allo scorso anno il salvadanaio dei risparmi si è sgonfiato. Quasi la metà degli italiani non riesce a mettere via più nulla e arriva a fatica a fine mese. Ad aprile dello scorso anno, il 31% delle persone intervistate ci ha confidato di non essere stata in grado di accantonare alcun risparmio alla fine del mese e per i 12 mesi precedenti. Questa percentuale è salita al 41% a dicembre 2022. Fra chi faticosamente invece ce la fa, la media dei soldi risparmiati è 310 euro. Sempre ad aprile, un italiano su tre ha dichiarato di non aver alcun margine disponibile per far fronte ad ulteriori incrementi dei prezzi: questa percentuale a dicembre è salita al 48%.

Il quadro delineato dall’ inchiesta dimostra che l’inflazione sta velocemente deteriorando il potere di acquisto delle famiglie. Nel 37% dei casi si usano i risparmi accumulati; nel 13% si chiede una mano ad amici e parenti. Metà delle persone che si trova in una situazione economica molto difficile afferma di aver usato i risparmi accumulati; uno su quattro si è fatto prestare soldi da famigliari, amici o altri conoscenti mentre il 13% ha usato un prestito da una banca o da un istituto di credito. Il problema della dipendenza del Paese da fonti energetiche straniere rende fragile l’ apparato produttivo e sociale ed espone al problema attualissimo del caro energia e delle difficoltà di approvvigionamento. È tristemente noto che, in questo periodo, in cima alle preoccupazioni degli italiani ci siano le bollette. L’aumento del costo dell’energia ha avuto un impatto notevole sulla capacità di sostenere le spese per luce e gas. Per il 42% degli italiani è diventato molto difficile, se non impossibile, onorarle. Per cercare di limitare la portata delle bollette, in molti si sono attivati sul mercato dell’energia, passando ad un altro fornitore di energia elettrica (17%) o gas naturale (13%), oppure a una tariffa differenziata per fasce orarie di consumo (14%). Il 44% dei consumatori ha preso almeno un’iniziativa per migliorare il risparmio energetico in casa, come installare pompe di calore o pannelli solari, migliorare l’isolamento termico, nel 2022 per migliorare il risparmio energetico in casa a causa del caro energia.

Inoltre, gli italiani hanno messo in pratica anche qualche atteggiamento anti-spreco, cercando di cambiare le abitudini che possono impattare molto sul consumo di gas e luce. Il 72% spegne più spesso le luci di casa; il 61% abbassa più spesso il riscaldamento. Metà delle persone usa più spesso i programmi brevi o eco e mette in moto lavatrice e lavastoviglie solo quando sono davvero cariche. Comportamenti positivi che però sono dettati da un’esigenza di economia domestica che pesa: il 59% infatti ritiene che questi cambiamenti abbiano avuto un impatto negativo sul loro comfort in casa.

In questa situazione generalizzata di incertezza e rinunce, non troviamo conforto neanche a tavola. Con l’inflazione che aumenta i prezzi dei generi alimentari, l’85% degli italiani è stato costretto a modificare almeno un’abitudine legata all’acquisto del cibo. Metà delle persone tagliano gli alimenti non essenziali o comprano marche più economiche. Il 20% compra in generale meno cibo; il 31% meno carne e pesce; e il 16% rinuncia a frutta e verdura: un sacrificio a totale svantaggio della salute. Il 56% ritiene, giustamente, che tutti questi cambiamenti abbiano un impatto negativo sulla qualità della propria alimentazione.

Come se non bastasse, il 57% degli italiani ha tagliato le attività culturali (concerti, teatri, musei…), il 59% ha rinunciato o ridotto viaggi e vacanze (da quelle estive o invernali, ai weekend, fino alle escursioni in giornata); il 49% ha rinunciato all’attività sportiva. Anche le uscite al ristorante o al pub con gli amici vengono limitate: il 60% le ha ridimensionate di molto. Solo il 2% delle persone dice di non aver cambiato alcuna delle proprie abitudini né di aver tagliato le spese per il tempo libero. È evidente quanto il carovita paralizzi, per ora, la vita sociale delle famiglie, costringendole a cambiare modelli di consumo, a rinunciare a una cena fuori o al cinema, a scegliere prodotti meno costosi e a fare rinunce anche a tavola. Dopo le bollette e i trasporti, è il cibo la voce più interessata dal caro prezzi. 

L’inflazione stringe nella sua morsa soprattutto le famiglie più fragili: la situazione economica di un nucleo famigliare gioca un ruolo importante nel determinare l’impatto dei cambiamenti di abitudini e di consumo sulla qualità di vita. Il 44% di chi si trova in una situazione economica (molto) difficile ha avvertito un “grande impatto negativo” sulla propria qualità di vita.

Dopo anni di Covid, di crisi energetica e di inflazione persistente gli italiani stanno ridisegnando i propri comportamenti di consumo e gli stili di vita: i momenti di piacere si riducono, il risparmio è d’obbligo e gli atteggiamenti anti-spreco si diffondono. Un aspetto, quest’ultimo, da non sottovalutare: il carovita ci sta insegnando a spegnere le luci, staccare la presa del cellulare se non è in carica, a fare la lavatrice con il programma eco e a pieno carico. Il 68% delle persone dice di voler continuare a seguire questi comportamenti antispreco anche quando sarà finita l’emergenza energia; il 72% dice di essere più informato ora sulle buone abitudini che possono far risparmiare energia. Insomma in questo periodo non tutto è da buttare, anche se la tensione resta.
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