Elezioni 2020: gli Stati Uniti con il fiato sospeso

- di: Daniele Minuti
 
L'esito ufficiale delle elezioni presidenziali americane rischia di restare incerto ancora per qualche giorno, in attesa che sia ultimato lo scrutinio dei milioni di voti arrivati per posta e che, secondo Trump, nasconderebbero dei brogli per mano dei democratici.

Un concetto che, espresso prima su Twitter, ha poi replicato nel corso di una diretta dalla Casa Bianca. Una spettacolo della politica che è destinato ad acuire, semmai ce n'era bisogno, le divisioni di un Paese che si mostra spaccato non solamente nella tradizionale divisione tra liberali e conservatori.
Il testa a testa tra Donald Trump e Joe Biden, sino ad una decina di giorni fa escluso da molti analisti, che davano il democratico in testa, sia pure di non molti punti, non è il solo elemento di incertezza, perché si vanno rafforzando, col passare delle ore, i timori per quel che accadrà dopo la proclamazione del vincitore. Le prime reazioni dei due concorrenti sono state esattamente aderenti all'idea che, di loro, si sono fatti tutti.

Joe Biden, apparso in televisione prima del suo rivale, ha tenuto un profilo basso, molto misurato, pur dicendosi fiducioso sull'esito positivo del voto. Al contrario Trump ha già cantato vittoria quando, dalla Casa Bianca, si è già detto sicuro della riconferma, ma non limitandosi a questo.
"Francamente - ha detto, davanti a 250 selezionatissimi invitati alla Casa Bianca - abbiamo già vinto. Ringrazio gli americani, abbiamo vinto ovunque, risultati fenomenali".
Trump, dopo avere elencato gli Stati dove ha già vinto - e dando per scontato lo stesso in altri, i cui risultati sarebbero invece ancora in bilico - ha etichettato come ''una truffa'' quanto si sta facendo in casa democratica per contrastarne il successo.

Davanti a questo scenario, Trump ha annunciato che, se dovesse vincere Biden, "ricorreremo alla Corte suprema", lasciando intuire quello che potrebbe accadere nelle prossime ore o giorni.
Ma già prima, quando lo spoglio era appena cominciato, Trump aveva sganciato la solita bomba, usando, come sempre i social: ''ci stanno rubando le elezioni'', una frase che, detta dal presidente uscente, che spesso ha fatto appello alla parte più conservatrice degli Stati Uniti, è molto più che un semplice allarme.

A tutti - Twitter compreso, che ha censurato il messaggio ritenendolo inappropriato - il messaggio di Trump è apparso come una chiamata alle armi, a futura memoria, per quei gruppi sovranisti e anche suprematisti (che gravitano tutti nella galassia della destra bianca) che vedono il presidente come il paladino di un Paese sotto attacco da chi - i democratici - vuole instaurare un regime socialista. Ora, chiarendo subito che il socialismo per come lo vedono negli Stati Uniti (e come lo brandisce Trump come se fosse un'arma ed una minaccia) è cosa ben diversa da come lo intendiamo in Europa, il continuo richiamo ad uno scenario abbastanza improbabile è una tattica, una strategia che vuole portare l'elettorato ad un punto di rottura, spargendo a piene mani la paura di un domani incerto e, comunque, lontano dale basi della democrazia americana.

Se qualcuno ha avuto modo di leggere le interviste che, in queste settimane di vigilia, sono state rilasciate dai capi delle milizie ''bianche'' che sostengono Trump, ha potuto cogliere la sensazione che la miscela che il presidente ha creato è a dir poco pericolosa, se non esplosiva (l'aggettivo è pertinente alla materia di cui si parla), dal momento che questi gruppi armati si dicono pronti a spalleggiare le eventuali proteste popolari che l'eventuale vittoria di Biden scatenerebbe.

Donald Trump, decidendo di cavalcare l'ala più estrema del suo elettorato, ha certamente messo in conto che la situazione possa sfuggirgli di mano, ma si è mostrato disposto a questo ed altro per restare alla Casa Bianca. Mentre scriviamo, la situazione è di sostanziale equilibrio e neanche questo ha indotto Trump ad essere continente dal punto di vista della comunicazione, strabordando come sempre dall'alveo della buona politica, fatta di progetti e prospettive, ma anche di rispetto per chi non la pensa al tuo stesso modo.
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