FEduF e Scuola Politica “Vivere nella Comunità”: il ruolo della musica nell’educazione finanziaria in un convegno a Roma

- di: Barbara Bizzarri
 
L’educazione finanziaria assume, di giorno in giorno, un’importanza sempre più rilevante nell’esercizio dei diritti e dei doveri di ogni cittadino. Si tratta, ormai, di una competenza imprescindibile soprattutto per i giovani, sia quale strumento di sostenibilità e benessere economico nell’intero arco della loro vita, che come fattore di consapevolezza nella loro futura veste di classe dirigente e di civil servant del Paese.

FEduF e Scuola Politica “Vivere nella Comunità”: il ruolo della musica nell’educazione finanziaria

Nell’ambito della collaborazione tra la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (ABI) e la Scuola PoliticaVivere nella Comunità”, fondata dai professori Pellegrino Capaldo e Sabino Cassese, si sviluppa il progetto di utilità sociale dedicato all’educazione finanziaria “Aristotele Trap: sogni, miti, valori e disvalori nella relazione tra giovani e denaro” che risponde a domande essenziali: come ci rapportiamo con il denaro? Quale importanza ha nella nostra cultura? Lo studio, presentato a Roma presso le Scuderie di Palazzo Altieri, si avvale di un mezzo straordinario, da sempre strumento per avvicinarsi alle giovani generazioni: la musica, ed esplora il rapporto tra il tema del denaro e le sette note nel tempo e tra i diversi stili musicali.

 

All’evento era presente il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, oltre al Presidente della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio Stefano Lucchini, Magda Bianco di Banca d’Italia, Marcello Presicci e Paolo Gualdani, rispettivamente Co-Founder & General Partners di Milano Investment Partners Sgr e Ceo di Angel Capital Management Spa.


Gli young professionals della Scuola Politica, guidati dagli esperti di psicologia del denaro Massimo Bustreo, docente di Psicologia e Comunicazione presso lo IULM di Milano, e Edoardo Lozza, professore ordinario di Psicologia Economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno approfondito l’analisi dell’evoluzione degli stereotipi socioculturali legati all’educazione finanziaria e veicolati attraverso la musica. Dall’analisi delle canzoni di epoche differenti emerge, infatti, come il denaro abbia una forte influenza a livello sociale in una doppia accezione: sia come abilitatore e nutrimento sia come cessazione e ostacolo all’instaurazione di relazioni interpersonali. Se, in molti casi, permette il riscatto sociale e l’affermazione di uno status all’interno della comunità, può anche portare alla creazione di rapporti opportunistici e non autentici. Conferma Marcello Presicci, Segretario Generale della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”: “L’aspetto innovativo di questo progetto risiede nella scelta dell’espressione culturale scelta per l’analisi dei messaggi trasmessi ai più giovani, ossia la musica per analizzare quali contenuti, valori, disvalori vengono veicolati dalle canzoni più ascoltate del momento ma anche degli anni passati. Dopo una prima fase di raccolta e ascolto, sono state individuate le canzoni che contengono riferimenti al denaro e selezionate quelle più interessanti o significative”.

Un’altra interessante relazione trattata all’interno dei testi è quella tra guadagno e felicità, indagata sin dai tempi di Aristotele: se il maggior possesso di denaro consente di raggiungere una migliore condizione di vita, non è detto che sia sempre positivamente correlato al livello di soddisfazione emotivo, tanto che tra i temi ricorrenti presenti in tutte le epoche si trovano la fatica per guadagnarlo attraverso il lavoro duro e la determinazione, il desiderio di aiutare se stessi e la propria famiglia, la consapevolezza che il denaro può portare sia felicità sia problemi e una critica alla società che pone un’enfasi eccessiva sulla ricchezza e sul successo, spesso a spese di valori come l’amore, la famiglia e la felicità. Quali sono invece i valori? A seconda dell’artista e dello stile musicale possono essere molto diversi, però alcuni costituiscono senza dubbio un fil rouge tra passato e presente: in parecchie canzoni il denaro è sinonimo di duro lavoro e determinazione nel raggiungere la ricchezza e il successo. Questo aspetto è spesso celebrato, insieme all’ambizione e al potere che deriva dall’averne, ma anche la consapevolezza e l’importanza di usarlo responsabilmente.

Nel nostro Paese, tuttavia, trasmettere competenze di educazione finanziaria non è semplice, perché la materia viene ritenuta ostica dalla maggior parte della popolazione, un argomento da addetti ai lavori che suscita soggezione e lontana dalla sfera degli interessi individuali.


Eppure,
senza educazione finanziaria è difficile compiere scelte fondamentali per il benessere presente e futuro nelle diverse fasi di vita delle persone: connettere dunque  l’argomento a un aspetto pervasivo nella vita di ognuno può essere la chiave di volta per abbattere le diffidenze: La musica è memoria ed è a tutti gli effetti uno strumento utilizzato nei contesti sociali per condividere i propri valori culturali con l’obiettivo di garantirne la coesione - sottolinea Stefano Lucchini - e, in quanto prodotto di comunicazione e di cultura, ha un ruolo fondamentale nei processi di costruzione della realtà. Poiché esiste un rapporto di interdipendenza valoriale tra musica, economia e sistema socioculturale, la loro analisi congiunta rappresenta uno strumento per indagare la nostra evoluzione, nel rapporto con le tematiche legate all’economia e al denaro e darci nuovi strumenti per migliorare la sua diffusione, specialmente nelle giovani e giovanissime generazioni. Non entro nella questione più dibattuta nei testi delle canzoni, non saprei dire se i soldi fanno la felicità come il filone Trap lascerebbe intendere (meglio piangere nella limousine), né parteggio con chi ritiene che la felicità è altro, cioè romanticismo e magari due cuori e una capanna. Penso che al denaro si debba attribuire il giusto valore, e per attribuirglielo serve l’educazione finanziaria, serve conoscere l’importanza del risparmio e i modi di tutelarlo in tempi di alta inflazione come questo. Si tratta di avere alcune competenze di base, che non a caso sono principi considerati oggi a pieno titolo civici, cioè componenti essenziali della partecipazione alla vita pubblica in modo informato e responsabile, e dunque bagaglio indispensabile del cittadino consapevole”.

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