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Un milione di occupati pensa di perdere il posto nei prossimi mesi

- di: Daniele Minuti
 
Un milione di occupati pensa di perdere il posto nei prossimi mesi
I lavoratori italiani continuano a vivere sommersi dall'incertezza, specialmente per il futuro prossimo: è questo il dato più evidente mostrato dal report "Gli italiani e il lavoro dopo la grande emergenza" della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro presentato durante il Festival del Lavoro.

Il 56,7% degli intervistati - si legge nell'analisi - mostra aumento dello stress e della fatica come elemento che più ha caratterizzato l'ambito professionale nell'ultimo anno, con il 14,3% che si dice pronto a ripartire. A metà aprile 2021 ci sono ancora 1,8 milioni di occupati che non lavorano causa sospensione delle attività o cassa integrazione, mentre 1 milione tra dipendenti e autonomi pensa di perdere il lavoro nei prossimi mesi (620.000 dipendenti e 400.000 autonomi).

Oltre a questo numero, ci sono anche 2,6 milioni di lavoratori che vedono a forte rischio la loro posizione per via dello sblocco dei licenziamenti: in questa situazione quindi la maggioranza (32.4%) pensa a salvaguardare il proprio lavoro recuperando una dimensione personale più sostenibile rispetto all'anno precedente (quando si arrivava al 28,8%).

Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha commentato i numeri emersi dal rapporto: "L'analisi conferma quelle che sono le forti distinzioni riscontrate nel mercato del lavoro, anche in termini di reattività alle condizioni esterne. Quello attuale è il momento di fare investimenti in modo strutturale che vadano a trasformare le politiche attive del lavoro, con il chiaro obiettivo di riqualificare le competenze di quel gruppo di lavoratori che è a forte rischio di essere espulso dal mercato dopo che arriverà la fine del blocco dei licenziamenti, partendo dai segmenti considerabili più fragili. Solamente in questo modo potremo affrontare le sfide dei prossimi mesi e sfruttare al meglio le opportunità che si creeranno, a patto che le scelte del Patto Nazionale di Ripresa e Resilienza saranno giuste".

Il report è consultabile qui.
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