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Terre rare, ricercatori giapponesi mettono insieme lievito di birra e un additivo alimentare per recuperarle dall’acqua di mare e termale

- di: Barbara Leone
 
Terre rare, ricercatori giapponesi mettono insieme lievito di birra e un additivo alimentare per recuperarle dall’acqua di mare e termale
Lievito di birra e trimetafosfato. E’ questa la ricetta di un gruppo di ricercatori giapponesi per recuperare metalli preziosi e terre rare dall’acqua di mare e da quella termale. Mettendo insieme queste due sostanze il team dell’Università di Osaka, guidato dal professor Masayuki Azuma, ha condotto una serie di esperimenti con l’obiettivo di trovare una nuova soluzione alla richiesta globale di terre rare. Elementi, questi ultimi, la cui domanda è destinata a salire man mano che l’industria tecnologica cresce.

Terre rare, ricercatori giapponesi mettono insieme lievito di birra e un additivo alimentare per recuperarle dall’acqua di mare e termale

Il nodo, al riguardo, è soprattutto la loro concentrazione in alcuni Paesi. Cina in primis, che grazie alla sua posizione di forza detta i prezzi perpetrando, al contempo, una vera e propria pressione diplomatica nei rapporti con gli altri Paesi che devono quindi fronteggiare un approvvigionamento molto complesso di questi preziosi metalli. Ecco perché il recupero e il riciclo diventano attività su cui investire per guadagnare quote di indipendenza. I giapponesi ci hanno provato. Come? Semplicemente, si fa per dire, utilizzando acqua di mare sintetica e acqua termale, al fine di valutare le prestazioni di un materiale assorbente che integra lievito di birra e trimetafosfatom un additivo utilizzato nell’industria alimentare come modificatore dell’amido, agente di ritenzione idrica nella lavorazione della carne e stabilizzante nel formaggio e nei latticini (ma non solo). Materie prime economiche, dunque, che però hanno risposto bene ai test dell’Università di Osaka. Il materiale ottenuto a partire da lievito e trimetafosfato può infatti assorbire selettivamente terre rare anche dall’acqua di fonte termale, quando presenta una concentrazione di qualche decina di parti per miliardo.

“Prevediamo che questa nuova tecnologia contribuirà alla realizzazione di una società basata sulla circolazione delle risorse metalliche – ha dichiarato il capo del team di ricercatori, professor Masayuki Azuma –. In futuro, continueremo a condurre esperimenti su diversi tipi di acque con l’obiettivo di stabilire un sistema in grado di trattare grandi quantità di risorse metalliche”.
Tags: esteri
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