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Ucraina, lo stop del Pentagono frena Kiev: “Così si incoraggia l’aggressore”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Ucraina, lo stop del Pentagono frena Kiev: “Così si incoraggia l’aggressore”

Una doccia fredda per Kiev: il Pentagono ha annunciato la sospensione della fornitura di alcune armi chiave all’Ucraina, citando preoccupazioni per l’esaurimento delle scorte militari statunitensi. Il blocco riguarda in particolare sistemi difensivi e missili ad alta precisione: intercettori Patriot, missili Hellfire, Stinger e AIM non saranno più inviati fino a nuovo ordine.

Ucraina, lo stop del Pentagono frena Kiev: “Così si incoraggia l’aggressore”

La decisione arriva dopo un’analisi interna del Dipartimento della Difesa, che ha segnalato livelli di magazzino critici e l’esigenza di preservare capacità operative per eventuali esigenze dirette degli Stati Uniti. Washington assicura che non si tratta di un disimpegno ma di una “pausa necessaria” per riorganizzare le forniture e rimpiazzare le riserve.

L’Ucraina convoca il diplomatico Usa: “Segnale devastante”
Il governo di Volodymyr Zelensky non nasconde la propria frustrazione. Il ministero degli Esteri ucraino ha convocato l’incaricato d’affari statunitense a Kiev per esprimere “profondo rammarico e preoccupazione” di fronte alla sospensione. In una nota diffusa dal gabinetto presidenziale, si legge: “In questo momento cruciale, interrompere le forniture strategiche significa mandare un messaggio all’aggressore: può continuare impunemente”. Secondo fonti ucraine, l’interruzione colpisce in particolare le difese antiaeree in un momento in cui la Russia ha intensificato gli attacchi con droni e missili sulle infrastrutture energetiche e civili del paese.

Mosca esulta: “La pace è più vicina”
A Mosca, la reazione è di soddisfazione. Il portavoce del Cremlino ha definito la decisione americana “un passo nella giusta direzione”, affermando che “la pace sarà possibile solo quando gli aiuti militari occidentali si fermeranno completamente”. Secondo il ministero degli Esteri russo, la sospensione delle forniture dimostra che “gli Stati Uniti non sono disposti a sacrificare la loro sicurezza interna per sostenere una guerra per procura”. Il messaggio viene ritenuto particolarmente efficace anche sul piano della comunicazione interna: la propaganda russa ne ha già fatto un tema centrale per rafforzare l’idea che l’equilibrio del conflitto stia lentamente virando a favore del Cremlino.

Gli 007 di Kiev: 30.000 soldati nordcoreani in arrivo in Russia
Nel frattempo, i servizi segreti ucraini rilanciano l’allarme: secondo fonti dell’intelligence militare, la Corea del Nord avrebbe deciso di inviare fino a 30.000 soldati in supporto logistico alle forze russe. Si tratterebbe in parte di ingegneri militari e in parte di unità di retrovia, destinati a operare in aree occupate per supportare le operazioni di fortificazione e logistica. L’accordo tra Mosca e Pyongyang, suggellato da una recente visita di Vladimir Putin a Kim Jong-un, segnerebbe un’ulteriore escalation nel coinvolgimento di attori esterni nel conflitto. Gli Stati Uniti, pur non confermando la cifra, hanno espresso preoccupazione per la crescente cooperazione militare tra le due dittature.

Pressioni al Congresso, attesa una manovra d’urgenza
A Washington, la notizia della sospensione ha acceso un nuovo fronte di scontro politico. I Democratici chiedono che si proceda con urgenza a uno stanziamento supplementare per consentire la ripresa delle forniture, ma i Repubblicani frenano. Alcuni esponenti del Congresso sostengono che prima di inviare ulteriori aiuti all’estero, occorre rafforzare le capacità difensive sul suolo nazionale. Il presidente ha chiesto un incontro urgente con lo speaker Mike Johnson per tentare una mediazione. Il Dipartimento di Stato lavora in parallelo con gli alleati europei per verificare se sia possibile colmare il vuoto lasciato momentaneamente dagli Usa. Kiev, intanto, avverte: “Ogni giorno senza difesa è una condanna a morte per i nostri civili”.

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